PIANDIMELETO: LA PAROLA A F. MARTINELLI

Il punto sulla stagione attuale e sul nuovo corso del Piandimeleto affidato alle parole di Francesco Martinelli (foto), 26 anni, ex Vadese, figlio d’arte con un padre in panchina, passato in estate dal Metauro al Foglia e rilanciato nel ruolo di punta.

martinelli-Dai pulcini alla prima squadra della Vadese, poi il passaggio a Piandimeleto, come hai vissuto questo trasferimento?

– E’ stata una decisione presa in poco tempo, dettata da diversi motivi e sono stato subito contento di potermi confrontare con un’altra realtà. Non nascondo di aver provato un po’ di preoccupazione all’idea di andarmene da un ambiente così caldo e che soprattutto negli ultimi 4 anni era stato fonte di grandi soddisfazioni. Arrivando a Piandimeleto però ho trovato uno gruppo veramente vivibile e accogliente che ha reso tutto più facile. Tornare in campionato a giocare al Comunale di Sant’Angelo da avversario è stato davvero emozionante, gli ultras sono uno spettacolo raro da vedere nel calcio dilettantistico.

– Prima terzino e ora punta: come è stato il cambio di ruolo? ti senti più difensore o più attaccante?

-Il cambio di ruolo l’avevo già vissuto ai tempi degli allievi e personalmente lo trovo molto stimolante, certamente ogni tanto crea un po’ di confusione mentale ma è divertente provare diversi ruoli. Senza dubbio mi sento più difensore ma la gioia del gol giustifica anche qualche partita giocata da difensore in attacco!

 – E’ un buon momento per il Piandimeleto, dopo un avvio non esaltante, cambiano gli obiettivi?

-Per il Piandimeleto è buon momento, la squadra è stata allestita in fretta ma alla fine siamo riusciti a trovare una quadratura e ora le cose non vanno male, di certo l’obiettivo salvezza rimane il nostro unico pensiero.

– Col passare della stagione cresce l’amalgama della squadra, dove pu arrivare ora questo Piandimeleto?

-La forza di questa squadra ,che a inizio stagione veniva considerata come probabile squadra materasso, sta nella consapevolezza dei limiti e nella solidità del gruppo. Inoltre elementi come Spinaci, Amantini, Calvaresi e Paternoster sono davvero determinanti. All’appello manca Ticchi che purtroppo si è infortunato gravemente ed è una grossa perdita che ci accompagnerà per tutta la stagione.

– Com’è essere allenati dal proprio padre? 

-Essere figlio dell’allenatore ormai è quasi normale, sono praticamente 3 anni e mezzo che sono sotto la guida di Steve. In alcuni momenti è difficile perchè i nervi saltano più in fretta (reciprocamente) però secondo me siamo stati bravi a gestire la situazione in questi anni.

– A Passatempo in goal Calvaresi appena tornato dall’infortunio, conosci Giacomo dai tempi della Vadese, quanto è importante per questa squadra?

.Il rientro di Calvaresi è stato ad effetto, un gol ed una grande prestazione ci hanno riproposto il giocatore che avevo apprezzato a Sant’Angelo. Le sue qualità fisiche e tecniche avranno di sicuro un impatto positivo nella nostra fase di costruzione del gioco e anche i nostri attaccanti saranno meglio riforniti.

Grazie Francesco e in bocca al lupo da Ultime Dai Campi

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